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Premessa
Questo sito nasce con l’idea di sensibilizzare le persone in campo ambientale e in termini di biodiversità ,facendo altresì della mia passione un lavoro. Da anni cerco di trovare un’alternativa alle normali pratiche agronomiche e di utilizzare la flora spontanea per creare giardini e coltivare la terra affinchè attirino specie animali tanto preziose per l’equilibrio naturale degli ecosistemi. Purtroppo le pratiche agricole e la gestione territoriale, spesso, riducono sempre più le aree naturali ,con la conseguente distruzione degli habitat portando inevitabilmente ad un considerevole calo di biodiversità. Considerando questa situazione mi sono sempre chiesto che cosa potessi fare per rallentare questo processo. Ebbene, cominciai a pensare che ognuno di noi avrebbe potuto fare la sua parte. Come? Trasformando il proprio giardino o il proprio terreno in un area che si avvicinasse sempre più ad un ambiente naturale. Che cosa serve prima di tutto per poter fare questo? Tanta pazienza e passione! Vedete, per distruggere un’area naturale ci vuole un tempo che varia da qualche ora…a qualche mese….ma per ricostruirla, ci vogliono anni, soprattutto nelle zone in cui l’impatto antropico è stato notevole. E i costi? Prima di parlare di costi bisogna chiedersi perché è così importante mantenere la diversità biologica e la salvaguardia degli ecosistemi. E se io non amo la natura perché credo che non sia importante? Be……vediamo….la natura ti da l’ossigeno, ti da il cibo…ti da l’acqua…..lavora i tuoi scarti, ti rilassa…in pratica ti mantiene in vita……Non è sufficiente questo per amarla?
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sabato 31 marzo 2012
Magnificazione biologica
lunedì 26 marzo 2012
I pesticidi
Le
molecole di sintesi che non esistono in natura non sono biodegradabili o lo
sono in minima parte.La loro permanenza è duratura.
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| pesci morti dopo l'utilizzo di antiparassitari trasportati dalle piogge |
In agricoltura, le applicazioni
sempre più copiose di insetticidi e di altri pesticidi hanno provocato la
contaminazione del suolo e dell’acqua. Sono veleni molto pericolosi.
L’inutilità dei pesticidi, se non temporanea e molto
costosa è data dal fatto, che spesso i parassiti acquisiscono l’immunità
o diventano addirittura più abbondanti dopo che il pesticida è stato dissipato
o ha perso la tossicità, perché i loro nemici naturali sono stati distrutti dal
trattamento. Inoltre, una specie di parassita che viene sterminata, a volte è
rimpiazzata da altre specie più resistenti, meno conosciute e quindi anche più
difficili da gestire. Ovviamente per aver conferma della loro tossicità, basta
leggere dietro la confezione di qualsiasi prodotto se qualcuno non credesse
alle mie parole! Inoltre, essi entrano nelle catene alimentari e purtroppo,
vengono incorporati sotto forma di biomassa anche da noi. L’utilizzo dei
pesticidi è divenuto un fatto culturale. Difatti molti credono di non aver
alternativa a questa pratica. E se casomai qualcuno, utilizzasse gli insetti
utili come il mercato propone, lo farebbe a costi elevati(sempre meglio del pesticida!).Spesso
e volentieri l’antagonista del parassita arriva dal paese di origine del
parassita stesso, creando un altro problema, quello delle invasioni di specie
aliene per immissione di una specie alloctona, anche se l’utilizzo degli
antagonisti non ne è la causa principale. Quello che voglio sottolineare è che
ancora una volta i costi sono aumentati per la
distruzione degli ecosistemi. I miei nonni un tempo non avevano problemi con
tutti questi parassiti e sicuramente la frutta e la verdura era più sana!
Inoltre vorrei aggiungere che i prodotti usati nel biologico, sono definiti
tali non per mancanza di tossicità, ma perché rientrano in determinati standard
di tossicità. Devo però altresì dire,che alcuni prodotti antiparassitari
del biologico derivano da specie vegetali. Comunque sempre di sostanza chimica
si parla…..( ma io sono estremista).Chissà dopo tutte queste considerazioni che cosa arriva sulle nostre tavoleI problemi del concime chimico
- Numerose
esperienze hanno messo in luce come l’utilizzo di concimi
chimici di sintesi a rapida solubilità determini una serie di disfunzioni nel
terreno e nella pianta.
1- Modifica
la composizione della linfa e in alcuni casi si ha un relativo aumento di
attacchi parassitari.
2- Ostacolo
per l’attività della microflora, che si ripercuote sulla qualità dei prodotti
3- L’eccessivo
arricchimento del terreno con concimi di sintesi distribuiti sotto forma di
azoto, fosforo e potassio ostacola l’assorbimento, da parte della pianta, di
molti oligoelementi, determinando l’insorgere di forme di fitopatie da carenza nutrizionale
4-Un’abbondante
somministrazione di azoto, così come avviene comunemente, determina a causa di
una più rigogliosa crescita della pianta, un accelerato consumo delle riserve
di humus del terreno, con conseguente riduzione del potenziale antifitopatogeno.
In altre parole, più il contenuto di humus si abbassa al di sotto del valore
limite, tanto più diminuisce la resistenza delle piante alle aggressioni di
funghi e parassiti.
5- I fertilizzanti sintetici, a differenza di
quelli organici, riducono l’abbondanza dei funghi che formano micorizze e
selezionano funghi che non sono efficienti nell’assunzione dei nutrienti.(come
detto precedentemente nella parte dei funghi).
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| Ectomicorrize.Una sezione effettuata lungo un'estesa ectomicorizza di una plantula di pinus contorta.(per chiarimenti vedere il paragrafo dei funghi) |
giovedì 22 marzo 2012
L’agricoltura naturale
Quanto sto per
scrivere qui per molti sarà una cosa impossibile. Sembrerà inverosimile ma a
differenza di ciò che pensano molti non si farebbe nessuna fatica se si
lasciasse fare alla natura. Già Fukuoka Masanobu, capì questo, tant’è che riusciva
a produrre più di chi utilizzava il metodo moderno. Questo personaggio non era
una persona qualunque, ma un microbiologo che insoddisfatto della sua
professione si dedicò a questo tipo di
pratica. Riporto qualche frase che secondo me potrebbe far riflettere
sull’argomento
“L’agricoltura naturale ara la terra con le
radici, con i vermi, con i microorganismi. Con l’aratura si eliminano i veri
lavoratori della terra, inoltre con la presenza di certe erbe peraltro utili e
commestibili si ottiene il non diserbo. Una volta arata la terra si ha bisogno
di fertilizzanti, occorre combattere le erbacce e nascono problemi di tutti i
tipi con gli insetti e le malattie delle piante”.
Le sue 4 regole
fondamentali erano:
Nessuna lavorazione
Nessun concime
chimico o composto preparato
Nessun diserbo
Nessuna dipendenza
da prodotti chimici
“Le malattie si
manifestano in un terreno squilibrato”
“ La ragione per
cui le tecniche avanzate sembrano necessarie è che l’equilibrio naturale è
stato precedentemente sconvolto a causa dalle stesse tecniche che la terra è
diventata tale da non poter fare a meno di loro”
Per quanto riguarda
la potatura anche se spesso è effettuata a vantaggio nostro vorrei ugualmente
aggiungere questo pensiero
“Nella crescita
naturale, i rami si distendono in modo alternato dal tronco e le foglie
ricevono la luce del sole uniformemente. Se questa sequenza viene rotta, i rami
entrano in conflitto e si mettono l’uno sull’altro si aggrovigliano e le foglie
si seccano laddove il sole non riesce a penetrare.” Per esempio lui lasciava
crescere le piante nella loro forma naturale…non potava le piante praticamente.
Chi conosce i
principi dell’ecologia sa benissimo che la competizione mantiene un equilibrio
ecologico. Il fatto che spesso si debba ricorrere all’utilizzo dei prodotti
industriali, oltre che per mancanza di conoscenza è dovuto alla distruzione
degli ecosistemi nonché alla mancanza di volontà di mettere in discussione
questi sistemi. Purtroppo non solo, con queste pratiche aumentano sempre più i
costi, ma si hanno prodotti sempre più scadenti, che magari sono belli
all’aspetto ma poveri di nutrienti,e pericolosi per la salute perché c’è
bioaccumulo, come qualche studioso ha dimostrato sulla base di ricerche. Purtroppo
nel sistema moderno non si lavora mai alla radice del problema perché tutto è
mercato; spesso ci si limita a tamponare i problemi…per esempio come disse un
giorno la mia dottoressa “se invece di cercare la cura per il cancro si
diminuisse o ancor meglio eliminasse l’inquinamento che lo provoca sicuramente
avremmo risolto la cosa”(è da notare che i casi sono aumentati perché viviamo
in ambiente altamente inquinato e mangiamo prodotti non sani)…e invece si
spende per la ricerca senza contare che sono cose complesse e di durata
notevole; purtroppo quelli che muoiono sono ancora tanti…e se vogliamo
aggiungere che non tutti a causa dei costi si possono curare(pensiamo ai paesi
poveri o alle famiglie in difficoltà) la cosa dovrebbe quantomeno far riflettere.
Anche Fukuoka Masanobu era un grande sostenitore di questo pensiero. Lui era
specializzato in patologia vegetale, studiava in pratica le malattie delle
piante. Quando iniziò con i metodi di agricoltura naturale, che perfezionò nel
tempo, si rese conto che non era necessario fare trattamenti, per cercare di
curare le malattie, o dare antiparassitari nonché concimi chimici perché il
sistema divenuto bilanciato non creava più grossi problemi inoltre le piante
divenivano più resistenti agli agenti patogeni….Insomma credo che dovremmo
quanto meno riflettere su questo argomento importante.
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